{"id":1695,"date":"2019-08-26T10:35:59","date_gmt":"2019-08-26T10:35:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportsnewsforyou.com\/?p=1695"},"modified":"2019-08-26T10:35:59","modified_gmt":"2019-08-26T10:35:59","slug":"alessandro-jolly-lamberti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/googmn.com\/?p=1695","title":{"rendered":"Alessandro Jolly Lamberti"},"content":{"rendered":"<h2>Intervista ad Alessandro Jolly Lamberti, uno dei assoluti protagonisti dell&#8217;arrampicata sportiva in Italia.<\/h2>\n<p><i>Apri una rivista di oggi e trovi qualcosa su Alessandro Lamberti. Apri una rivista di 25 anni fa e trovi ugualmente qualcosa su Alessandro Lamberti. Sembra pazzesco, ma \u00e8 vero: per pi\u00f9 di un quarto secolo &#8220;Jolly&#8221; \u00e8 stato uno dei assoluti protagonisti dell&#8217;arrampicata sportiva, lasciando il suo segno non soltanto sulle falesie vicino alla sua Roma, ma sparsi per tutto l&#8217;Europa. Il riassunto \u00e8 presto fatto: dopo il primo 8a nel 1986 (Il ricordo del tempo a Sperlonga) si impone due anni pi\u00f9 tardi con una ripetizione &#8220;pesante&#8221;, la storica La Rose et le Vampires 8b a Buoux. Nel 1994 alza il livello con la prima salita di Il Corvo 8c a Ferentillo, e consolida il grado gioca fuori casa nuovamente con altre due vie di assoluto riferimento, Le Minimum e Agicourt, entrambi a Buoux ed entrambi 8c. Da notare che Agincourt era stata liberata da Ben Moon nel 1989 ed \u00e8 un vero monumento all&#8217;arrampicata sportiva, visto che \u00e8 stata la prima via al mondo a sbarcare l&#8217;allora mitico grado di 8c. Nel 2001 Lamberti diventa il primo italiano a salire il 9a con Hugh ad Eaux Claires in Francia, mentre nel 2004 lo conferma con la ripetizione di Bain De Sang a Saint Loup in Svizzera. In mezzo a tutto questo ci stanno salite di importante vie in montagna, sia in estate sia in inverno, la scelta di diventare guida alpina e la decisione di gestire una sua palestra a Roma e di concentrarsi come pochi su tutti i vari aspetti dell&#8217;allenamento. La sua esperienza \u00e8 stata trascritta in un libro di allenamento e \u2013 segno che \u00e8 sempre al passo con il tempo \u2013 ultimamente anche come applicazione da scaricare sul cellulare. E&#8217; di pochi giorni fa la notizia che Jolly \u00e8 riuscito a ripeterel&#8217;8c+ a Grotti, Debolezza e disonore, e questo ci sembrava un buon momento per saperne di pi\u00f9 sulla sua arrampicata in particolare e l&#8217;arrampicata sportiva in Italia in generale.<br \/>\n\t\t\t<\/i><\/p>\n<p>\t\t\t<b>Iniziamo con la tua ultima ripetizione, Debolezza e disonore di Fabrizio Peri. Con questa via Grotti si ripropone come punto di riferimento per l&#8217;alta difficolt\u00e0 in Centro d&#8217;Italia?<br \/>\n\t\t\t<\/b>Non proprio. Tutte le vie dure di Grotti sono molto brutte, boulderose, poco tecniche, solo di pelle e tendini, artefatte, il peggio del trash della old school anni ottanta\/novanta. A Grotti serve pi\u00f9 la pelle e i tendini che la forza, la tecnica o la resistenza. All&#8217;inizio sembra tutto molto duro, poi ci si abitua. Grotti ha fama di essere un falesia con gradi duri, in realt\u00e0 \u00e8 la tipica falesia da locals, dove se sei abituato riesci a fare vie anche superiori al tuo livello reale. Debolezza e disonore invece \u00e8 pi\u00f9 internazionale come stile. Penso che, pur essendo pi\u00f9 dura in assoluto, sia pi\u00f9 congeniale per un forestiero rispetto alle vecchie vie dure di Grotti. Zandalee, The Star, Nada es, Il Cid, e altre mie vie che attendono da 10 anni una prima ripetizione&#8230;<\/p>\n<p>\t\t\t<b>L&#8217;hai ripetuto a 46 anni. Come se l&#8217;et\u00e0 non avesse peso.<br \/>\n\t\t\t<\/b>Su alcune cose sono veramente scarso, tipo resistenza lunghissima su prese medio buone, lo stile moderno insomma. Ma su quello ero scarso anche quando ero pi\u00f9 giovane, solo che si notava meno perch\u00e9 c&#8217;erano molte meno vie dure di continuit\u00e0. Sullo stile molto esplosivo a buchi stile Agincourt o Mininum a Buoux ero forte 20 anni fa e lo sono ancora adesso. Devo dire poi che oggi sono pi\u00f9 forte mentalmente perch\u00e9 ho meno ansia da prestazione, ho pi\u00f9 tecnica, le cartilagini e le dita sono meglio adattate. Detto questo, riesco per\u00f2 a scalare pochi giorni di seguito, poi mi stanco, e se non mi stanco mi stufo. Oggi passo lunghi periodi senza scalare e senza allenarmi, e penso che questo mi faccia bene.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>10 anni fa hai salito il tuo primo 9a, Hugh. Seguito poi da Bain de Sang nel 2004. Due momenti chiave&#8230;<br \/>\n\t\t\t<\/b>Sono orgoglioso per la costanza del risultati, pi\u00f9 che per i picchi. Ho fatto il mio primo 8b nel 1988 e da allora, ogni anno, per 23 anni, ho sempre salito vie vicine all&#8217;8c. Non c&#8217;\u00e8 anno nel quale non abbia salito almeno un paio di 8b+. Ho visto passare la maggior parte degli scalatori degli anni &#8217;80, &#8217;90, 2000, durare al massimo 10 anni e poi stufarsi, o infiammarsi troppo le articolazioni. La costanza della prestazione, per un tempo molto lungo, \u00e8 essa stessa una prestazione ed \u00e8 segno di buon allenamento.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Ormai i gradi sono aumentati a dismisura. Cosa reputi una buona prestazione oggi?<br \/>\n\t\t\t<\/b>Sono aumentati a dismisura  solo i gradi fatti dalla elite di mutanti, scaturita necessariamente e darwininanamente dal fatto che oggi nel mondo scalano un milione di persone, mentre prima erano poche centinaia. Ma questo non vuol dire che le difficolt\u00e0 superate dalla maggior parte della popolazione scalatoria siano aumentate. O che sia pi\u00f9 facile, oggi, arrivare a fare un 8b. Se in un paese i ricchi diventano sempre pi\u00f9 ricchi, e il ceto medio \u00e8 sempre pi\u00f9 povero, certo non si pu\u00f2 dire che le condizioni economiche siano migliorate, non si pu\u00f2 fare la media. Anzi, secondo me oggi per un giovane \u00e8 persino pi\u00f9 difficile di prima arrivare all&#8217;8b. Oltre che difficile, \u00e8 anche poco gratificante, perch\u00e9 ormai, grazie ai media, ci si \u00e8 abituati erroneamente al fatto che l&#8217;8b \u00e8 una cazzata. E&#8217; molto frustrante per il &#8220;ceto medio&#8221; scoprire invece che anche il 7c+ \u00e8 una buona prestazione. &#8220;Hai fatto un 8b?.. ah&#8221; risponde annoiato l&#8217;interlocutore, abituato e assuefatto ormai alle prestazioni stratosferiche di una piccola elite di mutanti. Un giovane di talento, giustamente competitivo, presto si demotiva.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Talento, allenamento, testa, geni&#8230; quanto contano questi fattori nell&#8217;arrampicata di alto livello?<br \/>\n\t\t\t<\/b>Il motivo per cui la scalata di punta, il vertice della piramide, si \u00e8 staccato in maniera enorme rispetto anche solo a 10 anni fa, sono i geni: si pesca dentro un campione di un milione di praticanti. Ho molte probabilit\u00e0 di trovare dei mutanti. Il motivo per cui la media, invece, \u00e8 visibilmente peggiorata \u00e8 che si allena male, perch\u00e9 non segue il principio base dell&#8217;allenamento, il principio di specificit\u00e0: &#8220;allenati per la maggior parte del tempo in maniera il pi\u00f9 possibile simile a quello che dovrai fare in prestazione.&#8221;<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Spiegati meglio.<br \/>\n\t\t\t<\/b>La massa si allena per il 90 per cento fuori dal campo, in situazione diversa da quella reale. Per questo motivo \u00e8 venuta fuori una intera generazione di resinari forzuti ma fifoni, pieni di ansia da prestazione ( il fatto di tenersi tanto in palestra li stressa di pi\u00f9 outdoor) e con poca tecnica. Quasi tutti quelli che fanno i gradi incredibili, oggi, si allenano soprattutto scalando fuori. Sono loro, oggi, che seguono il principio di specificit\u00e0, come facevamo gli scalatori fricchettoni negli anni ottanta (che erano infatti tutti bravi a scalare). Attenzione: le sale indoor non sono una cosa negativa. Anzi, danno la possibilit\u00e0 a tutti di fare una attivit\u00e0 completa, divertente, sana e vicino casa. Solo che non \u00e8 quella la vera scalata.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>L&#8217;8c in Italia al giorno di oggi<br \/>\n\t\t\t<\/b>In proporzione a quanti scalano, ma anche in assoluto, sono pochissimi in Italia a fare l&#8217;8c anche lavorato. Penso che Gabriele Moroni abbia tutte le qualit\u00e0 per arrivare al 9a+ e all&#8217;8c a vista, e anche altri giovani. Ma sono pochi. Per invertire la tendenza bisognerebbe da subito portare i ragazzini in falesia, e toglierli un poco dalle sale indoor, almeno quelli pi\u00f9 motivati verso la falesia.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Questo va un po&#8217; contro i tuoi interessi. Da anni gestisci una palestra, hai anche sviluppato un metodo di allenamento molto specifico.<br \/>\n\t\t\t<\/b>Ho sviluppato un sistema per allenare la forza e la resistenza che funziona, che fa aumentare la forza e la resistenza. Ma questo non si tramuta necessariamente in miglioramento sul campo. Aumentano sono solo i valori a secco. Quindi in parte \u00e8 stato un fallimento, perch\u00e9 l&#8217;aumento dei valori a secco si tramutava in risultato solo per quei pochi che gi\u00e0 scalavano bene e con una notevole maestria sulla roccia vera. Quindi la mia frustrazione da allenatore mi impose di cercare di sperimentare altre strade. Ho visto che il problema era il rendimento. Rendimento inteso in senso letterale, cio\u00e8 come rapporto tra potenzialit\u00e0 e risultato effettivamente conseguito. Molto semplicemente, ha un basso rendimento chi fa un 7c, ma ha dei livelli di forza e resistenza per fare un 8c, mentre ha un alto rendimento chi fa un 6c ma sfrutta al 100 % le proprie potenzialit\u00e0. Aumentando il rendimento, si aprono nuove possibilit\u00e0 di miglioramento, sia per i giovani che per i vecchi. Riuscire ad andare veramente al 100%, \u00e8 il vero obiettivo da perseguire.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Chiaro. Ma come?<br \/>\n\t\t\t<\/b>Ci vuole un cambiamento di prospettiva. Prima partivo dai livelli di forza e resistenza per cercare poi di far aumentare il risultato. Oggi analizzo il risultato, cerco di capire se \u00e8 consono con i livelli di forza e resistenza, quindi cerco di individuare ed eliminare il pi\u00f9 possibile i freni. Se il rendimento \u00e8 basso bisogna eliminare i freni. Anche se il grado \u00e8 alto. Ripeto, rendimento non vuol dire risultato. E&#8217; inutile aumentare a dismisura la potenza di una macchina se questa \u00e8 frenata. Si arriva ad un plafond oltre il quale non si pu\u00f2 pi\u00f9 pompare energia. Se non si aumenta il rendimento si arriva presto ad una soglia (grado conseguito) che non si riesce pi\u00f9 a superare anche se ci si allena tanto e per tanto tempo. E questo \u00e8 quello che accade alla maggior parte degli scalatori medi: arrivano ad un certo livello, e l\u00ec stazionano per sempre, indipendentemente dall&#8217;allenamento. Ho smesso di sperimentare allenamenti di forza, e mi sto dedicando allo studio di metodologie per migliorare la fluidit\u00e0, velocit\u00e0, sfruttamento dei riposi, memorizzazione veloce delle sequenze, respirazione, paura di cadere e in generale le componenti mentali emozionali. Quella capacit\u00e0 di andare &#8220;alla muerte&#8221; fino all&#8217;ultima presa senza mollare.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Parlando di non mollare. Cosa ci vuole per chiudere tuo progetto di 9a+ a Grotti?<br \/>\n\t\t\t<\/b>Non si pu\u00f2 parlare di grado finch\u00e9 una via non \u00e8 stata salita e non so se il grado sia quello. Per salirla, per me ci vuole soprattutto motivazione, visto che mi sono un po&#8217; stufato. L&#8217;ho provata ad anni alterni, dal 2001 in poi, e sono andato vicinissimo a farla. L&#8217;ho chiusa gi\u00e0 varie volte partendo da appeso al primo spit, ma se parto da sotto non riesco a concatenare il lancio iniziale con il resto. E&#8217; un boulder su tetto con appigli per un dito o due dita, naturali (quindi dolorosissimi) quando dopo lungo tempo ci rimetto le mani, ogni singolo mi sembra impossibile. Non riesco a staccare nessuno dei 4 arti senza cadere e mi ci vogliono almeno 4 o 5 sedute per adattarmi e rifare i singoli. Quando nuovamente sono vicino a farla, ormai arriva il caldo che da noi rende impossibile la salita delle vie dure (da maggio a ottobre non si pu\u00f2 provare). Ora come ora mi viene il vomito a pensare di riprovarla, ma vorrei chiuderla prima della pensione, per poi dedicarmi a vie dure in placca, non credo di avere molti anni ancora per poter scalare super strapiombi come questo. Comunque \u00e8 un progetto aperto, sono sicuro che, per esempio, Moroni la potrebbe salire in pochi tentativi.<\/p>\n<p>\t\t\t<b>Ultima domanda: chi o che cosa ti ha impressionato di pi\u00f9 in tutti questi anni?<br \/>\n\t\t\t<\/b>La via del Pesce in Marmolada senza corda di Hansj\u00f6rg Auer. Anche se sono contrario alla pubblicizzazione delle solitarie integrali, che dovrebbero essere una cosa intima.<\/p>\n<p>\n\t\t\t<i><b><font color=\"#880000\">Alcune salite di Alessandro Jolly Lamberti<\/font><\/p>\n<p>\t\t\t\t1974<\/b> Inizia a scalare in montagna con il padre<br \/>\n\t\t\t\t<b>1983<\/b> Diventa Istruttore presso la scuola di alpinismo del CAI di Roma<br \/>\n\t\t\t\t<b>1985<\/b> Tempi Moderni, Marmolada. Estasi &amp; Olimpo, prima ripetizione in Marmolada, della Marmolada. Cavalcare la tigre, Gran Sasso, prima ripetizione.<br \/>\n\t\t\t\t<b>1986<\/b> Il ricordo del tempo, Sperlonga. Primo 8a del centro sud, uno dei primi 8a d\u2019Italia, ancora oggi\u00a0probabilmente senza ripetizioni.<br \/>\n\t\t\t\t<b>1987<\/b> Choucas, 8a+, Buoux, Francia. Campione italiano \u201cvelocit\u00e0\u201d, Torino palavela<br \/>\n\t\t\t\t<b>1988<\/b> La Rose et le Vampires, 8b, Buoux. Secondo al campionato italiano su roccia, Bardonecchia.<br \/>\n\t\t\t\t<b>1989<\/b> Diventa Maestro di Arrampicata. Fa parte della squadra nazionale e partecipa alle gare di coppa del mondo e al Rock Master. Gestisce, assieme ad Antonella Strano, la prima palestra di arrampicata indoor\u00a0a Roma<br \/>\n\t\t\t\t<b>1990<\/b> La rage de vivre storico 8b+ di 55 metri a Buoux<br \/>\n\t\t\t\t<b>1992<\/b> Via Framm, prima ripetizione invernale, Marmolada, con Piero Dal Pr\u00e0<br \/>\n\t\t\t\t<b>1994<\/b> Prima salita de Il Corvo, primo 8c del centro Italia. Pilastro rosso del Brouillard, via Gabarrou-Long, Monte Bianco. Diventa Guida Alpina<br \/>\n\t\t\t\t<b>1998<\/b> Nada es para siempre, 8c, Grotti, Prima salita, ancora\u00a0 oggi senza ripetizioni. Fonda la scuola di arrampicata &#8220;Rock and Walls&#8221;, assieme a Marco Forcatura e Alfredo Smargiassi<br \/>\n\t\t\t\t<b>1999<\/b> Agincourt e Le Minimum 8c a Buoux.. Prima salita di Input 8c a Grotti.<br \/>\n\t\t\t\t<b>2001 <\/b>Hugh 9a, Francia, prima ripetizione. Probabilmente il primo 9a fatto da un Italiano<br \/>\n\t\t\t\t<b>2002<\/b> Zandalee, 8c, Grotti, prima salita. Prima ripetizione di Die Hard e Kether, entrambe 8c a Ferentillo. Ripete La Cronique 8c a Ceuse.<br \/>\n\t\t\t\t<b>2004 <\/b>Bain de sang, 9a, Svizzera<br \/>\n\t\t\t\t<b>2005<\/b> Er Cid, 8c, Grotti, prima salita.<br \/>\n\t\t\t\t<b>2006<\/b> Yosemite,USA, via The Nose, con Franco Loaldi<br \/>\n\t\t\t\t<b>2007 <\/b>Pubblica il libro &#8216;Metodi di allenamento fisico e mentale per l\u2019arrampicata sportiva&#8217;<br \/>\n\t\t\t\t<b>2008 <\/b>4 ripetizioni di vie di 8b\/c nelle falesie americane<\/p>\n<p>\t\t\t2009 Prima salita della via La Morte a Pietrasecca. 8c<br \/>\n\t\t\t\t<b>2010<\/b> Sale 10 vie tra l&#8217; 8b e l&#8217;8b+<br \/>\n\t\t\t\t<b>2011<\/b> Prima ripetizione di Debolezza e disonore 8c+ a Grotti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista ad Alessandro Jolly Lamberti, uno dei assoluti protagonisti dell&#8217;arrampicata sportiva in Italia. Apri una rivista di oggi e trovi qualcosa su Alessandro Lamberti. 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