{"id":1679,"date":"2019-08-24T10:31:45","date_gmt":"2019-08-24T10:31:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportsnewsforyou.com\/?p=1679"},"modified":"2019-08-24T10:31:45","modified_gmt":"2019-08-24T10:31:45","slug":"il-mottarone-raccontato-da-alberto-paleari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/googmn.com\/?p=1679","title":{"rendered":"Il Mottarone raccontato da Alberto Paleari"},"content":{"rendered":"<h2>Alberto Paleari presenta il Mottarone, la montagna &#8211; tra i laghi Maggiore e di Orta &#8211; di cui recentemente ha stilato la guida: Arrampicare, camminare, conoscere il Mottarone.<\/h2>\n<p><i>Quando \u00e8 arrivata in redazione la presentazione della nuova guida di Alberto Paleari, \u201cArrampicare, camminare, conoscere il Mottarone\u201d, da subito ci hanno incuriosito alcune visioni. Come quella \u201cvia di 21 tiri&#8230;\u201d la pi\u00f9 lunga del Mottarone. E poi quel richiamo al \u201cgranito rosa\u201d, e ancora quel &#8220;montagna umile&#8221; che richiama alla memoria un luogo sincero, non sfruttato e &#8220;naturale&#8221;, quasi d&#8217;altri tempi. Insomma, quelle parole ci hanno ricordato un territorio e una montagna in cui ritrovarsi e \u201cperdersi\u201d. E subito ci \u00e8 venuta voglia di chiedere ad Alberto Paleari di descrivercelo un po&#8217; di pi\u00f9. Per il resto, ovviamente, c&#8217;\u00e8 la sua nuova guida.<\/i><\/p>\n<p><b>IL MOTTARONE UMILE E SCONOSCIUTO<\/b> di Alberto Paleari<\/p>\n<p>Il Mottarone \u00e8 il primo cucuzzolo erboso che lo sguardo incontra dirigendosi verso le Alpi dalla pianura lombarda o dalle risaie del novarese e del vercellese. Poco pi\u00f9 di una collina, anche se l\u2019altezza di 1491 metri lo include fra i monti, sorge a cavallo dei laghi Maggiore e di Orta.<br \/>Che si possa arrampicare al Mottarone, guardandolo appunto dalle risaie, cio\u00e8 da sud, o dal lago Maggiore, cio\u00e8 da est, sembra impossibile, se si intende l\u2019arrampicata come uno sport che si fa sulla roccia. Infatti da questo lato ci sono solo prati, boschi e borghi ameni. E\u2019 guardandolo dal lago d\u2019Orta, da Omegna e ancor pi\u00f9 da Crusinallo, ossia da ovest, che il Mottarone, come un animale preistorico, un mammut accucciato con la schiena rivolta al lago Maggiore e le zampacce, gli artigli, il muso solcato da rughe profonde, le zanne fatte di pilastri di granito, mostra la sua faccia che direi pi\u00f9 selvaggia, se l\u2019aggettivo non ricordasse le selve.<br \/>\nSelve che qui ci sono, \u00e8 vero, ma annichilite da precipizi di roccia e pareti altissime, creste e spigoli taglienti, costoloni di roccia arrotondati da antichi ghiacciai, sentinelle di granito rosa che dal fondovalle salgono fino al cielo, statue di granito alte trecento e pi\u00f9 metri, simili agli idoli dell\u2019isola di Pasqua, delle quali, mentre risali la ripida traccia di sentiero, tra massi traballanti, e ti attacchi alla radice di un castagno affiorante dal terriccio per non perdere l\u2019equilibrio, mentre il sudore ti cola negli occhi facendoteli bruciare, senti lo sguardo che ti fissa tra la nuca e il centro del cervello.<br \/>Il Mottarone \u00e8 una delle montagne pi\u00f9 frequentate della regione: d\u2019inverno dagli sciatori, in estate dagli amanti della tintarella che stendono le loro coperte sui prati ai bordi della strada. Ma basta camminare un quarto d\u2019ora e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno, \u00e8 l\u2019Arcadia: un gregge di pecore, le capre che dovete scacciare e il capraio che invece vi sfugge, pi\u00f9 selvatico dei suoi animali.<br \/>In cielo il volo di una coppia di aquile vi invita a trarre auspici, come gli antichi. Mentre siete in sosta, velocissimi, quattro caprioli attraversano un costone erboso pi\u00f9 ripido delle rocce su cui state arrampicando: il vostro compagno sta salendo dietro uno spigolo, non li vede, quando arriva in sosta i caprioli sono gi\u00e0 spariti in un\u2019altra valle.<\/p>\n<p><b>Storia alpinistica<\/b><br \/>I primi ad arrampicare al Mottarone furono per la storia alpinistica gli omegnesi Isolo Rasi, Carlo Alberti, Emilio Caldirola con l\u2019esploratore di Borgomanero Pietro Ghiglione. Salirono nel 1948 una guglia che chiamarono Pizzo S.E.O. <br \/>Questa guglia \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 alta di quella che ora si chiama Cresta delle Principesse, percorsa interamente solo nel 2006 dagli alpinisti austriaci Andrea e Florian Kluckner con Heinz Grill (gli stessi delle vie moderne di Arco di Trento). La cresta delle Principesse \u00e8 la via pi\u00f9 lunga del Mottarone, 21 tiri, con difficolt\u00e0 fino al 6b\/A1.<br \/>Dalla fine degli anni \u201970 al 2001 furono aperti soprattutto monotiri e vie brevi sulle rocce inclinate e arrotondate del settore Sass Buticc e pi\u00f9 tardi sulla pareti pi\u00f9 ripide e articolate delle palestre della Rossa e del Monolito. <br \/>Tra gli scopritori di queste falesie ricordo gli alpinisti di Arona (Giovanni Pucci, Claudio e Fabio Sora, Ivano Bellodi, Sandro Magri , Carlo Zonca) e di Novara (Giorgio Francese, Marco Ricci, Fabio Spatola) e inoltre le guide alpine Marco Fanchini e Massimo Medina, pi\u00f9 tardi anche Mauro Rossi, Martino Moretti, Giuseppe Enzio, quasi sempre con l\u2019alpinista di Omegna Luciano Manganilo, prematuramente scomparso l\u2019anno scorso, che alla roccia del Mottarone dedic\u00f2 tanto del suo tempo e della sua vita. Tra i giovani l\u2019alpinista locale Massimo Bodi.<br \/>Ma incredibilmente \u00e8 solo nel 2001 che comincia l\u2019esplorazione della zona pi\u00f9 interessante della montagna: i Pilastri occidentali, con l\u2019apertura delle vie: Don\u2019t cry for me Valentina (Maurizio Pellizzon, Alberto Paleari, 12 tiri, 6a+) ed Escursione Termica (sempre di Pellizzon e Paleari, 7b). <br \/>Nel 2003 si stabilisce ad Armeno, sulle pendici del Mottarone, la guida austriaca Florian Gluckner, che apre in solitaria la Via del Compleanno (5 tiri, 6c) e subito dopo (2005) con Alberto Paleari la Via delle Guide ( 8 tiri, 6b) e una serie di vie tutte molto belle, dalle facili Via delle Capre e via Carina, aperte in solitaria, alla bellissima Via delle tre guglie ( 7 tiri, 6b+, con la moglie Andrea) e la gi\u00e0 citata Cresta delle Principesse.<br \/>Con la guida Donato Nol\u00e8, Alberto Paleari apre (nel 2006) Incredibile (6 tiri, 6c+) e Il canto delle Sirene (8 tiri, 6b). <br \/>Di fianco a Don\u2019t cry for me Valentina Massimo Bodi con Pierangelo Lavarini e Diego Vinzia aprono nel 2007 Il Sogno \u00e8 Libero (5 tiri, 6b+) e con la guida Francesco Vaudo,  Artisti verticali (5 tiri , 6c).<br \/>L\u2019ultimo settore scoperto, molto bello e con possibilit\u00e0 di apertura di molte nuove vie lunghe, \u00e8 il Settore Bertogna. La via cui pi\u00f9 bella \u00e8 per ora Infanzia Berlinese (Florian Kluckner, Alberto Paleari, Luigi Ranzani , 5 tiri, 6a+).<\/p>\n<p><b>Lo stile delle vie<\/b><br \/>Tutte le vie sui pilastri occidentali del Mottarone sono state aperte e chiodate dal basso, alcune per\u00f2 dopo una perlustrazione e una pulitura delle fessure dall\u2019alto. La bassa quota e la vegetazione che ricresce rigogliosa ogni estate fanno preferire l\u2019arrampicata autunnale e primaverile. Anche l\u2019inverno \u00e8 ottimo quando la neve sui prati e nei canaloni che portano agli attacchi delle vie \u00e8 assestata. Le rocce, quasi sempre esposte a sud-ovest o a ovest, si puliscono subito dalla neve e la temperatura al pomeriggio \u00e8 spesso piacevole anche nella stagione fredda.<br \/>Arrampicare al Mottarone richiede una certa dose di understatement, la montagna \u00e8 modesta, non d\u00e0 gloria, qui non si compiono grandi imprese. La forza poi, su queste placche lisce, e persino nelle fessure, serve a poco, di pi\u00f9 servono l\u2019audacia, la leggerezza, il dinamismo dei gesti e l\u2019equilibrio.<br \/>La Roccia \u00e8 un granito solidissimo e compatto, di colore prevalentemente grigio ma con vaste zone rosa o addirittura arancione, \u00e8 il granito rosa di Baveno, che viene estratto ed esportato in tutto il mondo.<br \/>I tiri classici delle falesie sono facilmente raggiungibili su sentieri ben segnalati, e si trovano in luoghi bellissimi e ameni, adatti anche a portarci i bambini. Invece per le vie lunghe dei Pilastri occidentali il discorso \u00e8 diverso.<br \/>Negli ultimi anni, anche se \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 frequentati , i Pilastri occidentali sono rimasti selvaggi, i sentieri di accesso fanno fatica a formarsi; ogni estate si inerbiscono e ogni autunno bisogna strappare rovi e felci, gi\u00e0 arrivare agli attacchi spesso \u00e8 un\u2019avventura, occorrono le doti dei vecchi alpinisti: sicurezza, piede fermo, non aver paura dell\u2019esposizione e del terreno infido.<br \/>Eppure questa zona del Mottarone potrebbe diventare l\u2019equivalente su granito della calcarea e dolomitica Grignetta. Non gli manca nulla: la quota relativamente bassa, la facilit\u00e0 di accesso dalle citt\u00e0 e soprattutto da Milano, la variet\u00e0 delle vie, per non dire ancora una volta della loro bellezza. Se fosse pi\u00f9 frequentata il semplice passaggio degli alpinisti migliorerebbe i sentieri, ma se ogni alpinista strappasse un rovo o una felce, o rimuovesse un ramo caduto sulla via, il miglioramento sarebbe pi\u00f9 veloce.<br \/>Attenzione! Tutte le vie dei pilastri occidentali, anche le pi\u00f9 facili, sono alpinistiche, gli spit sono spesso lontani, a volte bisogna integrarli con qualche protezione mobile, i gradi sono stati dati con severit\u00e0, ma poi, quando si \u00e8 l\u00ec, soli, con la roccia tiepida e ruvida sotto le mani, in quei lunghi e caldi pomeriggi autunnali, che pace! Che bellezza! E una volta tornati a casa che dolcezza di ricordi resta nel cuore!<\/p>\n<p>Alberto Paleari.<\/p>\n<p><i>Alberto Paleari fa la guida alpina da 38 anni e gli piace ancora come la prima volta. Da sempre ama la lettura e la scrittura almeno quanto l&#8217;alpinismo. Ha pubblicato tra glia altri: Il viaggio di Oreste P.; Kerguelen; La casa della contessa; Ci sfiorava il soffio delle valanghe; Una valanga sulla est; Il giorno dell&#8217;astragalo.<\/p>\n<p>Click Here: <a href='https:\/\/www.ifootballshop.com\/italy-football-shop.html' title='Italy Football Shop'>Italy Football Shop<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto Paleari presenta il Mottarone, la montagna &#8211; tra i laghi Maggiore e di Orta &#8211; di cui recentemente ha stilato la guida: Arrampicare, camminare, conoscere il Mottarone. Quando \u00e8 arrivata in redazione la presentazione della nuova guida di Alberto Paleari, \u201cArrampicare, camminare, conoscere il Mottarone\u201d, da subito ci hanno incuriosito alcune visioni. 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