{"id":1671,"date":"2019-08-23T09:53:45","date_gmt":"2019-08-23T09:53:45","guid":{"rendered":""},"modified":"2019-08-23T09:53:45","modified_gmt":"2019-08-23T09:53:45","slug":"lalpinismo-e-larrampicata-nel-2012-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/googmn.com\/?p=1671","title":{"rendered":"L&#8217;alpinismo e l&#8217;arrampicata nel 2012 &#8211; seconda parte"},"content":{"rendered":"<h2>La seconda parte &#8211; da luglio a dicembre 2012 &#8211; del riepilogo su quanto \u00e8 successo nell&#8217;anno che se n&#8217;\u00e8 andato.<\/h2>\n<p>&gt;&gt; segue dalla prima parte, gennaio &#8211; giugno 2012<\/p>\n<p>\t<b>Luglio 2012<\/b><br \/><b>Mazeno Ridge<\/b>. Basta questo nome ed &egrave; gi&agrave; storia dell&#8217;Himalaya. Quella cresta che fa da spartiacque a due pareti eccezionali, la Diamir e la Rupal, di una montagna straordinaria, il <b>Nanga Parbat<\/b>, &egrave; stata per decenni nei sogni di molti alpinisti. E&#8217; difficile, bella e lunghissima. Anzi eterna con i suoi oltre 10 chilometri e le sue 8 cime sopra i 7000m. E&#8217; il 1&deg; luglio quando <b>Sandy Allan<\/b>, <b>Rick Allen<\/b>, <b>Cathy O&#8217;Dowd<\/b> e gli sherpa <b>Lhakpa Rangdu<\/b>, <b>Lhakpa Zarok<\/b> e <b>Lhakpa Nuru<\/b> partono per questo grande viaggio. Sanno che nessuno &egrave; riuscito a percorrere la Mazeno Ridge fino in cima al Nanga Parbat: ed &egrave; proprio l&igrave; che vogliono arrivare. Giorno dopo giorno i loro progressi si possono seguire grazie ai tweets di Cathy O&#8217;Dowd e su una live map. E, giorno dopo giorno, non senza difficolt&agrave;, il team va avanti. Il 12 luglio, dopo 11 giorni sulla montagna, dal loro campo a 7.160m partono per la vetta del Nanga Parbat. E&#8217; l&#8217;ultimo atto. Ma ormai sono a corto di cibo. Sono stanchi e la salita &egrave; ancora lunga e difficile. La O&#8217;Dowd e Nuru decidono di ridiscendere all&#8217;ultimo campo. Gli altri 4 proseguono nel tentativo alla vetta, ma poi anche loro devono desistere. Nel ritorno ai 7160m dell&#8217;ultimo campo, i due Sherpa incappano anche in una paurosa caduta, per fortuna senza gravi conseguenze. A questo punto O&#8217;Dowd e i tre sherpa decidono di scendere per il versante Rupal lungo la via Schell e, non senza difficolt&agrave;, riescono a raggiungere il campo base. Sandy Allan e Rick Allen, invece, resistono. Rimangono lass&ugrave; per ritentare la vetta. I due veterani himalayani, ormai praticamente senza cibo, il 14 luglio ripartono verso l&#8217;alto. Bivaccano a 7720m. E, finalmente, il 15 luglio, sono in vetta. Poi, la discesa a 7720. Un altro bivacco. La lunghissima e difficile calata per il versante Diamir. Altri due bivacchi, senza cibo n&eacute; acqua. L&#8217;incontro, sopra il Muro Kinshofer, con gli alpinisti cechi Marek Holecek e Zdenek Hruby. Quindi, il 19 luglio, dopo 18 giorni sulla montagna, l&#8217;arrivo al campo base. Tutto semplicemente  memorabile! Come davvero molto bella e assolutamente di rilievo &egrave; la salita di <b>Kyle Dempster<\/b>, <b>Hayden Kennedy<\/b> (come si ricorder&agrave; autore a gennaio della schiodatura della Via del Compressore sul Torre) e <b>Urban Novak<\/b> dell&#8217;<b>inviolata parete est del K7<\/b> (Karakorum, Pakistan). E, si va avanti. Con i sudafricani <b>Steve Bradshaw<\/b>, <b>Dave Glass<\/b>, <b>Clinton Marteningo<\/b> e <b>Andrew Porter<\/b> che, nello stile &#8220;barca a vela pi&ugrave; arrampicata&#8221; di Favresse &amp; C., aprono una serie di nuove vie in Groenlandia, tra cui spicca <b>Improbability Drive<\/b> che sale sulla grande <b>Red Wall<\/b>, proprio di fronte alla famosa <b>Impossible Wall<\/b>. Sempre per una grande big wall, ma questa volta sul <b>Monte Asgard<\/b> nell&#8217;Isola di Baffin, <b>Ines Papert<\/b>, <b>Jon Walsh<\/b> e <b>Joshua Lavigne<\/b> aprono <b>Sensory Overload<\/b>. Mentre, sempre a <b>Baffin<\/b>, un team da 5 stelle composto da <b>Hansj&ouml;rg Auer<\/b>, <b>Ben Lepesant<\/b>, <b>Eneko<\/b> ed <b>Iker<\/b> <b>Pou<\/b>, <b>William Peterson<\/b>, <b>Matteo Mocellin<\/b> e <b>Riky Felderer<\/b> aprono diverse nuove vie tra cui splende la difficile <b>The Door<\/b>. Si chiama <b>Rajceva<\/b>, invece, la nuova e difficile via che <b>Luka Lindic<\/b> e <b>Andrej Grmovsek<\/b> tracciano sulla parete nord del <b>Krizevnik<\/b> in Slovenia. Mentre il nome, &#8220;<b>Inferno con vista<\/b>&#8221;, spiega bene il &#8220;carattere&#8221; della nuova linea tracciata da <b>Gabriele Basile<\/b>, <b>Cristiano Iurisci<\/b> e <b>Stefano Supplizi<\/b> sulla grande, aleatoria nonch&eacute; epica parete nord del <b>Monte Camicia <\/b>(Gran Sasso). La stessa parete dove <b>Andrea Di Pascasio<\/b> ed <b>Emanuele Pontecorvo<\/b> fanno la prima ripetizione di <b>Vacanze romane<\/b>, l&#8217;immensa via di 2070m aperta nel 1999 da Ezio Bartolomei e Roberto Iannilli. Si continua con <b>David Lama<\/b> (sempre lui!), <b>Peter Ortner<\/b> e <b>Rich Corey <\/b>che ripetono la mitica <b>Eternal Flame<\/b> sulla <b>Trango Tower<\/b>. E con la ripetizione, a-vista e in 32 ore, di <b>Luka Krajnc<\/b> e <b>Luka Lindic<\/b> di un&#8217;altra via &#8220;mito&#8221;, <b>Divine Providence<\/b> sul <b>Gran Pilier d&#8217;Angle<\/b> del Monte Bianco. Per arrivare alla &#8220;spaventevole&#8221; prima solitaria e 2a ripetizione di <b>Memento Mori<\/b> da parte di <b>Rossano Libera<\/b>; basti dire che per molti questa &egrave; la pi&ugrave; &#8220;allucinante&#8221; salita della Nord Est del <b>Pizzo Badile<\/b>. A proposito di allucinazioni, da <b>Premboke<\/b> (Galles) arriva <b>Something&#8217;s Burning<\/b>, la nuova salita stile trad di <b>Charlie Woodburn<\/b>; il grado &egrave; un E9 7a che per stessa ammissione di Woodburn &#8220;fa salire il battito cardiaco a mille&#8221;. Dal canto suo <b>Mayan Smith-Gobat<\/b>, in trasferta nelle Dolomiti, insieme a <b>David Falt<\/b>, coglie una bella e rara ripetizione (probabilmente la 3a) di <b>Donnafugata<\/b>, la super via aperta sulla <b>Torre Trieste<\/b> da Christoph Hainz e Roger Sch&auml;li. Il suo &egrave; un bel tour de force di 32 ore, tutto a-vista a parte 2 lunghezze salite rotpunkt. Da segnalare anche la <b>Via degli Angeli<\/b> sulla parete nord della <b>Punta di Campiglio<\/b> aperta da <b>Silvestro<\/b> e <b>Tomas Franchini<\/b> e poi liberata dagli stessi a fine agosto. Sul fronte dell&#8217;arrampicata sportiva, invece, <b>Klemen Becan<\/b> si aggiudica la prima libera del 9a di <b>Fidel Incastro<\/b> nella triestina <b>Grotta Caterina<\/b>. Sempre in Grotta, ma in quella lecchese di <b>Mandello<\/b>, per <b>Luca Passini<\/b> arriva l&#8217;8c+ di <b>Make a wish<\/b>, una via che racconta una vita d&#8217;arrampicata. Mentre l&#8217;8c di <b>Welcome to Tijuan<\/b> (a Rodellar in Spagna) pu&ograve; raccontare solo l&#8217;inizio della &quot;figlia d&#8217;arte&quot; <b>Brooke Raboutou<\/b> che, alla verde et&agrave; di 11 anni, diventa la climber pi&ugrave; giovane ad aver salito questa difficolt&agrave;. A proposito di inizi ed enfant prodige, anche se di anni ne fa ormai 19, <b>Adam Ondra<\/b> continua ad essere un assoluto &#8220;fuori quota&#8221;. Cos&igrave; ad <b>Hanshelleren &#8211; Flatanger<\/b>, in Norvegia, fa altri due 8c+ a-vista, pi&ugrave; la libera di un nuovo 9a+. Poi, e qui sta la notizia, sempre nell&#8217;incredibile grotta di Flatanger, Ondra sta creando qualcosa di nuovo. Inutile dire che il progetto non pu&ograve; essere che super, che basta aspettare per saperne di pi&ugrave; e che come vedremo pi&ugrave; avanti, non ci deluder&agrave;. Ci ha delusi invece, anzi ci ha davvero sconfortati, la <b>valanga<\/b> che il 12 luglio ha causato la morte di 9 alpinisti e 11 i feriti sul <b>Mount Maudit<\/b>. Li abbiamo immaginati alla partenza per quella via delle tre cime verso il <b>Monte Bianco<\/b>, in quello che doveva essere un giorno di grande felicit&agrave;. Poi, in attimo pi&ugrave; nulla, tutto spazzato via, tutti travolti. Non ci si abitua mai.<\/p>\n<p><b>Agosto 2012<\/b><br \/>Per la serie di montagne da scalare ce ne sono ancora, il mese inizia con <b>Ramadhan<\/b>, una nuova, lunga e difficile via di 1100m aperta dai fratelli <b>Martin<\/b> e <b>Florian Riegler<\/b> sull&#8217;inviolato <b>Kako Peak<\/b> (4950m), nel Karakorum pachistano. Mentre, tra luglio e agosto, <b>Rolando Larcher<\/b>, <b>Luca Giupponi<\/b> e <b>Nicola Sartori <\/b>nel Gruppo dell&#8217;<b>Aladaglar<\/b> (Turchia) aprono e liberano &#8220;<b>Nessuno<\/b>&#8221; sulla parete Nord della<b> Cima Vay Vay<\/b> e <b>Radio Eksen<\/b> nella <b>Cimbar Valley<\/b>. Invece, per la serie anche i boulder (leggi i problemi da risolvere) non sono mai finiti, <b>Dave Graham<\/b> ripete l&#8217;8b+ di <b>Amandla<\/b>, il blocco firmato da Fred Nicole a <b>Rocklands<\/b>. Pochi giorni prima, sempre nel paradiso dei blocchi sudafricano, <b>Nalle Hukkataival<\/b> aveva ripetuto <b>Oliphants Dawn<\/b>, altro blocco di 8B+ anche questo del maestro Fred Nicole. A proposito di ripetizioni, il 17enne francese <b>Enzo Oddo<\/b> fa un tris di gran classe salendo, in una sola settimana, ben tre 9a: <b>PPP<\/b> e <b>Promotion Canne &agrave; p&ecirc;che<\/b> nel <b>Verdon<\/b> e <b>Kick-Ass<\/b> nelle <b>Gorges du Loup<\/b>. Come dire che ormai il grado top dell&#8217;arrampicata sportiva aspetta solo di essere rivoluzionato verso l&#8217;alto. Come del resto il livello dell&#8217;arrampicata femminile che vede, ancora una volta, protagonista <b>Barbara Zangerl<\/b>. E&#8217; lei la prima donna a salire <b>End of Silence<\/b>, la grande multi-pitch liberata da Thomas Huber sul <b>Feuerhorn<\/b>. Mentre Londra sta vivendo le sue grandi Olimpiadi, <b>Neil Gresham<\/b> a <b>Pembroke<\/b> fa la prima della pi&ugrave; dura Deep Water Solo della Gran Bretagna: <b>Olympiad<\/b>, appunto. Nelle Dolomiti, intanto, <b>Giorgio Travaglia<\/b> e <b>Stefano Valsecchi<\/b> aprono il <b>Pilastro Parmenide<\/b> sulla parete Sud della <b>Cima dell&#8217;Auta orientale<\/b>. Dal canto loro due giovani altoatesini, <b>Alex Walpoth<\/b> e <b>Martin Dejori<\/b>, in perfetto stile trad realizzano <b>Africa<\/b>, nuova via sulla nord della <b>Torre orientale delle Meisules<\/b>. Mentre <b>Paolo Spreafico<\/b> e <b>Fabio Palma<\/b> centrano la prima ripetizione di &#8220;<b>Viva Dulfer<\/b>&#8221; la difficile via di Larcher e Cavallaro sulla <b>Cima Ghez<\/b>. <b>Matteo Della Bordella<\/b> e <b>Giacomo Neri<\/b>, invece, effettuano la prima ripetizione e seconda libera di <b>AlexAnna<\/b> l&#8217;impegnativa via aperta e liberata ancora da Rolando Larcher sulla parete sud di Punta Penia (Marmolada). Sempre <b>Matteo Della Bordella<\/b>, questa volta con <b>Fabio Palma<\/b>, coglie anche una rara ripetizione di <b>Baston la Baffe<\/b>, grande big wall alpina, a torto poco conosciuta, aperta dai fratelli Zambetti e da Denis Burdet sullo <b>Scheideggwettwerhorn<\/b> nelle <b>Alpi Bernesi<\/b>. Sempre in tema di ripetizioni, <b>Enrico Geremia<\/b> e <b>Andrea Simonini<\/b> si aggiudicano la seconda salita della severa ed impegnativa <b>Quo vadis<\/b> sul <b>Sass dla Crusc<\/b>. <b>Christian Gaab<\/b>, <b>Uli Strunz<\/b>, <b>Benno Wagner<\/b>, <b>Toni Lamprecht<\/b> e <b>Paolo Maldi Dalmasso<\/b> aprono, invece, <b>Come animali nella bolla dei temporali<\/b>, sulla parete nordest del <b>Corno Stella<\/b>. Mentre <b>Roberto Iannilli<\/b> e <b>Luca D&#8217;Andrea<\/b> aprono <b>Compagni dai campi e dalle officine<\/b>, una nuova ed impegnativa via sulla parete est del <b>Corno Grande<\/b> (Gran Sasso). <b>Ermanno Salvaterra<\/b> e <b>Chicca Boselli<\/b> completano<b> I Tre Giganti<\/b> la bella linea che lo stesso Salvaterra aveva iniziato con <b>Matteo Bertolotti<\/b> e <b>Paolo Grisa<\/b> sulla parete nord est del<b> Crozzon di Brenta<\/b>. Intanto, dall&#8217;altro capo del mondo, in pieno inverno australe, <b>Stephan Siegrist<\/b>, <b>Thomas Senf <\/b>e <b>Ralf Weber<\/b> salgono la via <b>Exocet<\/b>. E, nelle <b>Ande peruviane<\/b>, gli olandesi <b>Bas van der Smeede<\/b>, <b>Elly van der Plas<\/b>, <b>Bas Visscher<\/b>, <b>Vincent van Beek<\/b> e <b>Saskia van der Smeede<\/b> aprono <b>Poco Loco<\/b>, una nuova via sull&#8217;inviolata parete nord del <b>Puscanturpa Este<\/b> (5410m). Mentre, nella <b>Khane Valley<\/b> in Pakistan, i bulgari <b>Doychin Boyanov<\/b>, <b>Tervel Kerelov<\/b>, <b>Michail Michailov<\/b> e <b>Nikolay Petkov<\/b> effettuano le prime salite del <b>Levski Peak<\/b> (5733m) e della <b>Grey Tower<\/b> (5435m). E, ancora, gli svizzeri <b>Basil Jacksch<\/b>, <b>Christian Ledergerber<\/b>, <b>Silvan Sch&uuml;pbach<\/b> e <b>Vera Reist<\/b> aprono in bello stile quattro lunghe e difficili vie, in parte anche su picchi inviolati, nella remota e quasi inesplorata <b>area di Renland<\/b>, in <b>Groenlandia<\/b>. Ma, tornando alle Dolomiti, sono <b>Hansj&ouml;rg Auer<\/b> e <b>Much Mayr<\/b> a fare una delle cose pi&ugrave; belle: la prima libera de <b>L&#8217;ultimo dei Paracadutisti<\/b>, il gran vione (tutto senza spit) sulla sud della Marmolada aperto dalla mitica cordata Frizzera, Leoni e Maffei. Assolutamente dolorosa, invece, la scomparsa di <b>Alvise Ravazzolo<\/b>, giovane alpinista vicentino, colpito da un masso ai piedi della Torre del Lago. Resta da dire della bella vittoria di <b>Rustam Gelmanov<\/b> e <b>Anna St&ouml;hr<\/b> della <b>Coppa del Mondo Boulder 2012<\/b>. Per il pluricampione del mondo russo &egrave; la prima Coppa. Per la regina del boulder &egrave; la terza!<\/p>\n<p>\t<b>Settembre 2012<\/b><br \/>\n\tTutto il mondo dell&#8217;arrampicata sportiva si ritrova ad Arco per il <b>Rock Master<\/b> che, proprio da quest&#8217;anno, cambia formula e diventa un vero e proprio Festival che, in 10 giorni, presenta il <b>Rock Junior<\/b>, gli Oscar dell&#8217;arrampicata di <b>Arco Rock Legends<\/b> e il mitico <b>Rock Master<\/b>. I <b>Rock Legends<\/b> sono tutti al femminile, con <b>Anna Sthor<\/b> che viene premiata con il <b>La Sportiva Competition Award<\/b> mente a <b>Sasha DiGiulian<\/b> va il <b>Salewa Rock Award<\/b>, a un acclamatissimo <b>Stefan Glowacz<\/b> va il <b>Climbing Ambassador by Aquafil<\/b>. Sul podio del <b>Rock Master Lead<\/b> salgono <b>Angela Eiter<\/b> e <b>Ram&oacute;n Julian Puigblanque<\/b>, &egrave; la loro sesta volta, un record assoluto. Per loro un unico aggettivo: immensi! Nel <b>Boulder<\/b>, invece, vincono <b>Dmitrii Sharafutdinov<\/b> e <b>Alex Puccio<\/b>, mentre il <b>Duello<\/b> va a <b>Jakob Schubert<\/b> e <b>Dinara Fakhritdinova<\/b>. Ad aggiudicarsi la gara <b>Speed<\/b> sono <b>Alina Gaydamakina<\/b> e, con la prima storica vittoria italiana, il bravissimo <b>Leonardo Gontero<\/b>. A proposito di velocit&agrave;, ma assolutamente non in un campo di gara, segnaliamo la pazzesca corsa di <b>Kilian Jornet Burgada<\/b> che partendo da <b>Courmayeur &egrave; arrivato a Chamonix in 8 ore e 42 minuti<\/b>, il tutto passando per la Cima del <b>Monte Bianco<\/b> raggiunto lungo la <b>cresta dell&#8217;Innominata<\/b>. Sempre per la serie &#8220;corse&#8221;, da <b>Yosemite<\/b> arriva anche l&#8217;ennesimo <b>record di velocit&agrave; su The Nose<\/b>, con <b>Mayan Smith-Gobat<\/b> e <b>Chantel Astorga<\/b> che in 7 ore 26 minuti polverizzano il precedente primato stabilito a giugno dalla cordata Meiris &#8211; Brett. Va sotto il segno delle salite imperdibili e assolutamente importanti, invece, la nuova via di <b>Hayden Kennedy<\/b> e <b>Kyle Dempster<\/b>. I due statunitensi, dopo il bel gol di agosto sul K7 con Urban Novak, aprono anche <b>una gran via sulla sud dell&#8217;Ogre<\/b> prendendosi la terza salita assoluta di questa mitica e difficile montagna del Karakorum. Un&#8217;altra importante salita arriva anche dalla <b>nord del Mount Alberta<\/b>, dove <b>Jason Kruk<\/b> (si ricorder&agrave; compagno di Kennedy a gennaio nella schiodatura del Torre) e <b>Josh Lavigne<\/b> seguono fino a tre quarti della parete la via  House &#8211; Anderson per poi continuare, su difficile terreno vergine, con una variante di classe. Inutile sottolineare che queste ultime due realizzazioni sono da &#8220;alpinismo che resta&#8221;. Come rester&agrave; nella memoria la stupefacente discesa con gli sci di <b>Andreas Fransson<\/b> della <b>rampa Whillans<\/b>, sull&#8217;<b>Aguja Poincenot<\/b>. Sicuramente una delle cose pi&ugrave; belle, ma anche pazzesche, dell&#8217;anno. Bella anche la prima libera di <b>Roger Sch&auml;li<\/b> e <b>Simon Gietl<\/b> sull&#8217;<b>Arwa Spire<\/b> (6193m), nell&#8217;Himalaya indiano, su una via, <b>Fior di Vite<\/b>, aperta nel 2002 dallo stesso Sch&auml;li insieme a Hasler e Harvey. Da ricordare, inoltre, per l&#8217;importanza della parete e per la bellezza, anche la prima libera di <b>Alessandro Ba&ugrave;<\/b>, <b>Alessandro Beber<\/b> e <b>Nicola Tondini <\/b>su <b>Colonne d&#8217;Ercole<\/b>, la loro nuova via aperta in pi&ugrave; riprese sulla <b>Punta Tissi<\/b>, parete Nord-Ovest della <b>Civetta<\/b>. Per&ograve;, com&#8217;&egrave; ormai evidente, destinate a restare impresse sono anche cose assolutamente terribili. Cos&igrave; tocca riportare anche la grande <b>valanga che, il 23 settembre, ha sconvolto il Manaslu<\/b> facendo 11 vittime e 14 feriti. Una sorta di cataclisma in cui, tra gli altri, ha perso la vita anche l&#8217;alpinista italiano <b>Alberto Magliano<\/b>. Andando avanti con le nuove realizzazione di questo mese nelle Dolomiti, nasce invece <b>Forest Gump<\/b>, una nuova via di <b>Luka Krajnc<\/b> e <b>Luka Lindic<\/b> sulla <b>Rocchetta Alta di Bosconero<\/b>. Ma anche la <b>Via dei 6 Pilastri<\/b>, il nuovo itinerario completato da <b>Maurizio Giordani<\/b>, <b>Luciano Ferrari<\/b> e <b>Nancy Paoletto<\/b> sulla parete sud dell&#8217;<b>Anticima del Piz Serauta<\/b> in <b>Marmolada<\/b>. Mentre <b>Giangi Angeloni<\/b> e <b>Daniele Calegari<\/b> liberano <b>A piede libero<\/b> la loro nuova via aperta in pi&ugrave; riprese fra il 2009 e il 2012 sulla <b>Corna delle Quattro Matte<\/b>. Resta da dire, sempre in tema di Alpi e pareti meno conosciute, di <b>Gioi&agrave; nell&#8217;Anima<\/b> una nuova salita sulla sudest del <b>Corno Gioi&agrave;<\/b> (in Adamello) da <b>Gianni Tomasoni<\/b> e <b>Sibilla Bariani<\/b>. E, per l&#8217;Adamello ancora pi&ugrave; &#8220;profondo&#8221;, delle tre vie aperte da <b>Giorgio Tameni<\/b> e <b>Francesco Rigosa<\/b>: <b>Speed Climbing<\/b> e <b>Techno Progressive<\/b> sulla Ovest della Prima Gobba del <b>Monte Folletto<\/b>, e <b>Fessure Remote<\/b> sulla ovest della <b>Cima di Danerba<\/b>. Come si vede pareti e linee da scoprire come sempre ce n&#8217;&egrave; per tutti e per tutti i &#8220;gusti&#8221;. Per finire, un flash dall&#8217;arrampicata sportiva con <b>Jonathan Siegrist<\/b> e il suo nuovo 9a di <b>Algorithm<\/b> a Fins, in Idaho ma anche la ripetizione &#8220;doppia&#8221; di una delle vie pi&ugrave; dure della Germania, ovvero il 9a di <b>The Elder Statesman<\/b> nel Frankenjura, da parte di <b>Manuel Brunn<\/b> e <b>Daniel Jung<\/b>. Poi, passando all&#8217;arrampicata agonistica, la lista dei <b>nuovi campioni del mondo usciti da Parigi<\/b>: <b>Jakob Schubert<\/b> e &#8211; per la quarta volta &#8211; l&#8217;immensa <b>Angela Eiter<\/b> per il <b>Lead<\/b>; <b>M&eacute;lanie Sandoz<\/b> e &#8211; per la terza volta &#8211; l&#8217;incredibile <b>Dmitry Sharafudtinov<\/b> nel <b>Boulder<\/b>; <b>Yuliya Levochkina<\/b> e &#8211; per la quarta volta consecutiva &#8211;  il supersonico <b>Qixin Zhong<\/b> nello Speed.<\/p>\n<p>\t<b>Ottobre 2012<\/b><br \/>\n\tInizia il mese, e arriva <b>Change<\/b> by <b>Adam Ondra<\/b>. Per i patiti dell&#8217;arrampicata sportiva, ma non solo, questa &egrave; una vera &#8220;bomba&#8221; annunciata. S&igrave; perch&eacute;, chi ha avuto la forza di arrivare fin qua, ha gi&agrave; capito che si tratta di quel super progetto &#8220;norvegese&#8221; che mister Adam aveva annunciato a luglio. Insomma, nella grotta di <b>Hanshelleren &#8211; Flatanger<\/b> &egrave; arrivata la libera di questo &#8220;Cambiamento&#8221; da&#8230; 9b+. Ergo: probabilmente la pi&ugrave; difficile via del mondo. Ma, senza sprecare altre parole e azzardi, forse &egrave; meglio dire cosa ha fatto il &#8220;mostro&#8221; dopo, nel suo tour negli States, e precisamente <b>Red River Gorg<\/b>e. Prima sale flash il 9a di <b>Southern Smoke Direct<\/b>. Poi, in un unico giorno, si &#8220;spara&#8221; due a-vista: una sull&#8217;8c+ di <b>Golden Ticket<\/b>, l&#8217;altra su <b>Pure Immagination<\/b> che, per tutti, &egrave; un 9a ma che lui ritiene essere un 8c+. Bont&agrave; sua, e anche estrema onest&agrave;, visto che sarebbe stato il primo 9a onsight della storia. Ma tant&#8217;&egrave;, lui &egrave; indubitabilmente un &#8220;fuori quota&#8221;. Per questo non bisogna dimenticare il valore, assoluto, di altre prestazioni. Come quella della giovane newyorkese <b>Ashima Shiraishi<\/b> che, sempre a Red Rive Gorge, proprio negli stessi giorni ripete l&#8217;8c+ di <b>Southern smoke e Lucifer<\/b>! Oppure, come quella della polacca <b>Aleksandra Taistra<\/b> che a Rodellar, in Spagna, centra l&#8217;8c+ di <b>Cos&igrave; Fan Tutte<\/b>. E ancora, &egrave; assolutamente da sottolineare la bella seconda libera del sempre pi&ugrave; emergente <b>Silvio Reffo<\/b> sul difficile 8c+\/9a de <b>Il Frutto del Diavolo<\/b>, al <b>Bus de Vela<\/b>. Mentre <b>Peace and love<\/b>, gli 80 movimenti del viaggio orizzontale inventato e liberato da <b>Simone Pedeferri<\/b> nella <b>Grotta del Ferro<\/b>, in <b>Val di Mello<\/b>, hanno un &#8220;sapore&#8221; che difficilmente si spiega con il solo 8c. Come del resto, passando alle multipicht sportive, ha uno spessore &#8220;diverso&#8221; l&#8217;8b+ di <b>Golden Shower<\/b>, il progetto liberato da <b>Stefan Glowacz<\/b> in <b>Verdon<\/b>. Anche sul versante del boulder ottobre riserva una novit&agrave; assoluta: quella della semisconosciuta giapponese <b>Tomoko Ogawa<\/b> che, in patria, a <b>Shiobara<\/b>, ripete l&#8217;8B+ di <b>Catharsis<\/b>, ed &egrave; la prima donna a salire questa difficolt&agrave;. Da segnalare, inoltre, la bella performance di <b>Nicol&ograve; Ceria<\/b> che sale <b>Entlinge<\/b> 8B+ e <b>L&#8217;ombre du vent<\/b> 8B nel <b>Murgtal<\/b>, in Svizzera. Per ritornare alle realizzazioni femminili, in primo piano ritroviamo ancora <b>Mayan Smith-Gobat<\/b>, con la prima femminile della famosa <b>Punks in the Gym<\/b> (32\/8b+) negli <b>Arapiles<\/b>, Australia. Mentre, non le &egrave; da meno la tedesca <b>Ines Papert<\/b> che libera <b>Schwarze Madonna<\/b>, sulla <b>Untersberg<\/b>, in Germania. Continuando a ruota libera, troviamo <b>Silvan Sch&uuml;pbach<\/b> che centra la prima libera de <b>La R&ouml;schtigraben<\/b> nel <b>Wendenst&ouml;cke<\/b>, Svizzera. <b>Roland Hemetzberger<\/b> che, sulla <b>Karlspitze<\/b> nel Wilder Kaiser in Austria, libera <b>S&uuml;dwand<\/b> probabilmente la pi&ugrave; difficile via con protezioni tradizionali del <b>Kaisergebirge<\/b>. Su <b>El Capitan<\/b>, a Yosemite, <b>Matteo della Bordella<\/b> ripete in libera <b>Freerider<\/b> la via test di Alexander e Thomas Huber. Sulla Nord de Il Tempio, sul <b>Monte Sirente<\/b> (Appennino Centrale), <b>Domenico Totani<\/b>, <b>Cristiano Iurisci<\/b>, <b>Stefano Supplizi<\/b> e <b>Gabriele Basile<\/b> salgono, in pi&ugrave; riprese, <b>Violazione di domicilio<\/b>. Sul <b>Monte Bianco<\/b>, invece, un fortissimo team, composto da <b>Julien Desecures<\/b>, <b>Jon Griffith<\/b>, <b>Corrado Pesce<\/b> e <b>Jeff Mercier<\/b>, sale in stile &#8220;misto moderno&#8221; la difficile <b>Full Love&#8230; for dry and ice<\/b>, sull&#8217;<b>Aiguille du Peigne<\/b>. E, nel lontano massiccio dello <b>Shaluli Shan<\/b> in Cina, <b>Dave Anderson<\/b> e <b>Szu-ting Yi<\/b> salgono l&#8217;inviolato <b>Kemailong<\/b> (5870m). Mentre, nella regione del Manaslu, gli ucraini <b>Serhiy Bublik<\/b> e <b>Mykola Shymko<\/b> centrano la <b>prima salita dello Simnang Himal<\/b> (6251m). Dal canto loro gli sloveni <b>Nejc Marcic<\/b> e <b>Luka Strazar<\/b> &#8211; gi&agrave; vincitori del Piolets d&#8217;Or per la salita del K7 West  &#8211; con gran classe e in perfetto stile alpino portano a casa una <b>prima da incorniciare sulla Parete Ovest dello Janak<\/b>, grande montagna di 7090m nella zona del Kanchenjunga. Arriva sempre dall&#8217;Himalaya ma nel versante indiano un&#8217;altra perla e una delle pi&ugrave; belle salite dell&#8217;anno, con <b>Mick Fowler<\/b> e <b>Paul Ramsden<\/b> che aprono <b>Prow of Shiva<\/b>, grande via nuova sul <b>Monte Shiva<\/b>. In tutto impiegano 7 giorni per la salita e 2 per la discesa lungo l&#8217;inviolata parete sud est. Tutto molto bello! Ma, ormai lo sappiamo, alla fine del mese, con una puntualit&agrave; che vorremmo dimenticare, arriva anche il doloroso calvario di <b>Francesco Cant&ugrave;<\/b>, <b>Damiano Barabino<\/b> e <b>Luca Gaggianese<\/b> <b>dispersi sul Massiccio degli &Eacute;crins<\/b>. Tutti gli sforzi dei soccorritori sono vani, e dei tre alpinisti italiani non si trova traccia.<\/p>\n<p>\t<b>Novembre 2011<\/b><br \/>\n\tDal Kentucky, o meglio dalla falesia di Red Rive Gorge che in questo finale d&#8217;anno sembra aver attirato tutti i big dell&#8217;arrampicata sportiva, continuano ad arrivare nuove realizzazioni. Come il primo 9a di <b>Jacopo Larcher<\/b> su <b>Southern Smoke Direct<\/b>, che si aggiunge a <b>Pure Immagination<\/b> che per&ograve;, confermando il giudizio di Adam Ondra, anche per Larcher &egrave; 8c+ e non 9a. Grandissima anche la performance di <b>Melissa Le Nev&eacute;<\/b> che ripete l&#8217;8c di <b>50 words for Pump<\/b> e poi con <b>Southern Smoke<\/b> entra nell&#8217;esclusivo club delle donne da 8c+. Tornando in Europa, la mappa del boulder del Ticino, grazie a <b>Nalle Hukkataival<\/b>, si arrichisce di nuovi gioielli, tra cui splende l&#8217;8C di <b>Momentum<\/b> in Val Bavona. A met&agrave; mese si chiude anche il lungo tour della <b>Coppa del mondo Lead<\/b>. A Kranj l&#8217;ultima tappa sancisce la vittoria di <b>Mina Markovic<\/b> e del giapponese <b>Sachi Amma<\/b>. Per entrambi &egrave; la prima vittoria del Trofeo. Ma quel week-end di Kranj rester&agrave; per sempre nella memoria per un&#8217;altra notizia. Venerd&igrave; 16 novembre <b>Patrick Edlinger<\/b> se n&#8217;&egrave; andato per sempre. Ma la bellezza, le visioni, la libert&agrave; con cui ha interpretato l&#8217;arrampicata non ci abbandoneranno mai. Patrick &egrave;, e rester&agrave;, un mito irraggiungibile. Un maestro e un compagno di viaggio per tutti. Per questo bisogna andare avanti. Con <b>Sachi Amma<\/b>, per esempio, che dopo aver alzato al cielo la Coppa del mondo Lead, si &#8220;rilassa&#8221; sulla roccia di Siurana con il superlativo 9a+ di <b>La Rambla<\/b>. Ma si avanti anche con l&#8217;alpinismo che, in Patagonia, coglie un gran trip con <b>Un Mar de Suenos<\/b>, la nuova via in stile alpino, aperta dallo svizzero <b>Michael Lerjen-Demjen<\/b> e dall&#8217;argentino <b>Jorge Ackermann<\/b>, sulla <b>Est del Fitz Roy<\/b>. Sul Monte Bianco, e precisamente sulla parete nord est del <b>Mont Rouge di Greuvetta<\/b>, gli inglesi <b>Matt Helliker<\/b> e <b>Jon Bracey<\/b> rispondono con l&#8217;apertura di una gran via di misto moderno: <b>Eyes Wide Shut<\/b>. Mentre, sotto il segno del gritstone e del &#8220;trad&#8221;, <b>Jordan Buys<\/b> libera la difficile e pericolosa <b>No Surrender<\/b>, a Baildon Bank nello Yorkshire. E&#8217; nel Derbyshire, invece, che <b>Pete Whittaker<\/b> prima libera <b>Psychosomatic<\/b>, a Burbage South, e poi <b>De Nada<\/b> nella cava di Hall Moor. Il mese si chiude in Scozia con <b>Tomahawk Crack<\/b>, una bella e difficile nuova via aperta da <b>Greg Boswell<\/b> e <b>Adam Russell<\/b> sul <b>Ben Nevis<\/b>. Mentre il sempre attivissimo <b>Michele Caminati<\/b> libera l&#8217;8A+ di The North Sail a Cresciano, Svizzera. Da sottolineare anche la grande partenza della stagione dello sci ripido con i &quot;soliti&quot; <b>Julien Herry<\/b>, <b>Francesco Civra Dano<\/b>, <b>Luca Rolli<\/b> e <b>Davide Capozzi<\/b> che, in anticipo sui tempi canonici, ripetono con sci e snowboard la via Mallory sull&#8217;Aiguille du Midi, per un tour che (senza funivia) parte da Chamonix per ritornaci dopo 14 ore. Bel riscaldamento!<\/p>\n<p>\t<b>Dicembre 2012<\/b><br \/>\n\tSi ritorna da dove &egrave; iniziato il 2012, dalla <b>Patagonia<\/b>. In 9 giorni, <b>Lise Billon<\/b>, <b>Fran&ccedil;ois Poncet<\/b>, <b>Jeremy Stagnetto<\/b>, <b>Jerome Sullivan<\/b> e <b>Pedro Diaz<\/b> aprono <b>Pillar del Sol Naciente<\/b>, 1000 metri di una gran via sul lontano e immenso <b>Cerro Murall&oacute;n<\/b> realizzando cos&igrave; una delle pi&ugrave; belle vie dell&#8217;anno sulle montagne alla fine del mondo. Sempre dalla Patagonia, ad opera di <b>Colin Haley<\/b> e <b>Jon Walsh<\/b>, arriva la prima libera della via di misto <b>Tobogan<\/b> sul <b>Cerro Standhardt<\/b>, Patagonia. A <b>Moab<\/b> (USA) <b>Jean-Pierre Ouellet<\/b> apre e libera due difficili nuove vie: <b>Mexican Snow Fairy<\/b> 5.13+ e <b>Fisting the Crack<\/b> 5.13-. Mentre un monumentale <b>Markus Bock<\/b> continua la sua irrefrenabile opera di scopritore delle bellezze verticali del Frankenjura aprendo e liberando quattro nuove difficili vie: <b>Reunion (8c), The Obsessed (8c+), The 4 Horsemen (8c+) e Witchtripper (9a)<\/b>. Per il boulder, <b>Nacho S&aacute;nchez<\/b> aggiunge l&#8217;8B+ di <b>Zarzafar<\/b> alla gi&agrave; lunga lista dei nuovi blocchi &#8220;scoperti&#8221; in terra spagnola. Mentre, a Varazze, <b>Nicol&ograve; Ceria<\/b> sale,  tra gli altri, <b>Raptor Stand 8A+ e Gandalf 8A<\/b>. Per l&#8217;arrampicata sportiva invece, <b>Jakob Schubert<\/b> ripete il 9a di <b>Ciudad de Dios<\/b> a Santa Linya, in Spagna. Anche la fine dell&#8217;anno per&ograve; porta le notizie di due addii. A 93 anni ci lascia <b>Maurice Herzog<\/b>, primo uomo con Louis Lachenal a raggiungere la vetta di un Ottomila, L&#8217;Annapurna. Con lui se ne va un&#8217;intera epoca. Se ne va, dolorosamente e prematuramente, anche <b>Luigi &quot;Gigi&quot; Dal Pozzo<\/b> un grande dell&#8217;arrampicata e dell&#8217;alpinismo nelle Dolomiti: le sue vie restano come monumenti di passione ed etica totali. Siamo arrivati cos&igrave; a questi giorni e all&#8217;attualit&agrave; in cui splende il gran colpo di <b>Jacopo Larcher<\/b> che centra nella spagnola Montsant il suo secondo 8b+ a-vista con <b>Les Elements<\/b>, ma anche i 9a di <b>Gabriele Moroni<\/b> su <b>Jungle Speed<\/b> e di <b>Silvio Reffo<\/b> su <b>Estado Critico<\/b>, entrambi a Siurana, in una Spagna sempre pi&ugrave; terra di arrampicata al top. Finisce qui questa lunghissima galloppata su quanto &egrave; successo nel 2012 che ci ha appena lasciati. Un modo per fissare nella memoria ci&ograve; che &egrave; stato, per non dimenticarlo e per andare avanti. Il tour dell&#8217;alpinismo e dell&#8217;arrampicata continua&#8230; Buon 2013 a tutti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte &#8211; da luglio a dicembre 2012 &#8211; del riepilogo su quanto \u00e8 successo nell&#8217;anno che se n&#8217;\u00e8 andato. &gt;&gt; segue dalla prima parte, gennaio &#8211; giugno 2012 Luglio 2012Mazeno Ridge. Basta questo nome ed &egrave; gi&agrave; storia dell&#8217;Himalaya. 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