{"id":1646,"date":"2019-08-19T01:45:40","date_gmt":"2019-08-19T01:45:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportsnewsforyou.com\/?p=1646"},"modified":"2019-08-19T01:45:40","modified_gmt":"2019-08-19T01:45:40","slug":"manolo-ed-i-gradi-stretti-di-cornalba-di-emilio-previtali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/googmn.com\/?p=1646","title":{"rendered":"Manolo ed i gradi stretti di Cornalba. Di Emilio Previtali"},"content":{"rendered":"<h2>Sabato 4 luglio a Colere (BG) la serata con Maurizio Zanolla condotta da Emilio Previtali che spiegher\u00e0 perch\u00e9 dalle sue parti, a Cornalba e nel bergamasco, i gradi sono sempre stati strettissimi. La colpa \u00e8 di Manolo e la storia \u00e8 questa qui<\/h2>\n<p> Manolo era il climber pi\u00f9 figo di tutti perch\u00e9 aveva un nome tipo quello di un calciatore brasiliano. Era come Pel\u00e8 o Socrates o Zico, non aveva un nome e cognome. Aveva un nome, bastava quello. Manolo, la parola in bocca rotolava via liscia come una caramella. Il giorno precedente alla grande visita &#8211; Manolo sarebbe venuto a Cornalba e &quot;forse&quot; avrebbe provato ad arrampicare su <em>Peter Pan<\/em> &#8211; tra noi arrampicatori bergamaschi c\u2019era grande fermento. Bruno Tassi, il Camos, doveva sapere se la sua via, se <em>Peter Pan<\/em>, il suo capolavoro arrampicatorio, era o non era 8a. Tra il 7c e l\u20198a negli anni \u201980 non c\u2019era di mezzo un grado. C\u2019era il paradiso. C\u2019era la stessa distanza che c\u2019\u00e8 tra un uomo e una creatura extraterrena, lo spazio buio tra la terra e la luna. C\u2019era lo spazio che c\u2019\u00e8 tra gli uomini e gli Dei. In Cornalba c\u2019era gi\u00e0 una via chiamata <em>Solo gli Dei,<\/em> che per\u00f2 si capiva che era solo 7c. Non bastava.  Manolo l\u20198a l\u2019aveva gi\u00e0 fatto e aveva gi\u00e0 fatto anche l\u20198b, certi favoleggiavano l\u2019 8b+ quindi per noi, Manolo, era come se fosse Dio. <\/p>\n<p>Il giorno prima della sua visita il C\u00e0mos mi prese da parte, lo avevo capito subito quella mattina, appena lo avevo visto, che mi doveva parlare. Io ero un b\u00f2cia e <em>Peter Pan<\/em> non ero ancora in grado di farla tutta in un colpo, ma i movimenti s\u00ec, quelli li sapevo fare. Tutti. Anche il passo iniziale e quello finale e l\u2019incrocio. L\u2019incrocio era il movimento segreto, la sequenza delle prese andava cominciata al contrario e un piede bisognava lasciarlo a penzoloni nel vuoto, mettendosi di traverso, la soluzione del rebus era quella l\u00ec. Manolo non lo doveva sapere. Il Cam\u00f2s quel giorno mi prese in disparte e mi fece sedere su un sasso ai piedi di <em>Rambo<\/em>, un\u2019altra via che avevamo appena salito per riscaldamento. C\u2019erano le foglie dei carpini e dei noccioli che tremavano al vento, c\u2019era il cielo azzurro e c\u2019erano le mie mani ancora sporche di magnesite, gli avambracci ingolfati. C\u2019ero io accovacciato su un sasso, mi ero fatto piccolo-piccolo. Pi\u00f9 piccolo che potevo. Il Camos stava per iniziare a parlare, eravamo solo io e lui. Un po\u2019 ero preoccupato. Avevo fatto qualcosa che non andava bene? A me quando uno dice &quot;Ti devo parlare&quot; viene sempre in mente di chiedermi se per caso non ho fatto qualcosa che non va. Non avevo fatto niente, almeno mi pareva. <\/p>\n<p>Il Camos stava in piedi davanti a me con l\u2019otto ancora agganciato all\u2019imbracatura, con indosso una tuta della Francital blu in ciniglia (una di quelle che andavano di moda allora e che Manolo reclamizzava sulle pagine dei giornali), sopra aveva un gillet di piumino rosso, slacciato. Camminava avanti e indietro nervosamente. Si accese una sigaretta &#8211; la duecentocentocinquantesima della giornata, credo &#8211; e fece un gran tiro. Prima di parlare guard\u00f2 la brace arancione sulla punta della sigaretta. Poi cominci\u00f2. &quot;Tu domani devi stare zitto. Manolo dell\u2019incrocio non deve sapere niente. Non deve sapere quale \u00e8 la presa da prendere per prima, altrimenti capisce tutto. Domani, mentre Manolo arrampica e prova <em>Peter Pan<\/em>, non voglio sentire una parola.&quot; Fece una breve pausa nel discorso che mi parve io dovevo riempire con qualcosa. &quot;Ok&quot;, dissi. Era l\u2019unica cosa che potevo permettermi di dire. <\/p>\n<p>Il Camos fece un\u2019altra tirata di sigaretta e riprese: &quot;Meglio ancora sarebbe che tu e quell\u2019altro (ch\u00e8l \u00f2ter era Simone Moro&quot;) steste direttamente a casa vostra, domani. Cos\u00ec non dite cazzate.&quot; Io feci segno di s\u00ec con la testa. Mi sarebbe piaciuto vedere Manolo arrampicare e vederlo alle prese con la via che era anche il mio sogno segreto ma che ancora non potevo provare seriamente perch\u00e9 non era ancora alla mia portata e poi perch\u00e9 era la via del Camos. Era la sua. Era lui che l\u2019aveva immaginata, noi li non immaginavamo nemmeno le prese. Era lui che la doveva salire per primo. Non Manolo. Non Andrea Gallo. Non io. Non nessun altro. Io il tifo  facevo per lui. Doveva salirla il Camos, Peter Pan, punto  e basta. <\/p>\n<p>Il giorno dopo, quando veramente venne Manolo a Cornalba e finalmente prov\u00f2 Peter Pan, io ero a casa. Per non combinare pasticci e per ubbidire al Camos non andai ad arrampicare. Fu dura, ma quel giorno non andai nemmeno in Cava a Nembro. Aspettai, tutto il giorno. Il Camos e il Vito Amigoni e tutti quelli che c\u2019erano a vedere Manolo quel pomeriggio mi raccontarono del fatto che il passaggio duro non era riuscito n\u00e9 a capirlo n\u00e9 a farlo. Era Dio ma era anche umano, come noi. Come erano andate le cose quel giorno lo avrei sentito raccontare tante altre volte ancora, all\u2019infinito, negli anni, ma le prime notizie, fresche, di prima mano, le ricevetti dal Camos, quella sera stessa. Allora non c\u2019erano telefonini e sms. Da una cabina telefonica, poco dopo l\u2019orario di cena, mi aveva chiamato e telegraficamente mi aveva detto: &quot;Waldo (Waldo era il mio soprannome) l\u2019ha c\u00e0pit n\u2019cazzo. Il movimento non \u00e8 riuscito a farlo. Per\u00f2 ha detto che \u00e8 7c, massimo 7c+, non 8a.&quot; Nella voce del Camos c\u2019era un tono dispiaciuto e tragico &quot;Dobbiamo abbassare tutti i gradi delle altre vie di Cornalba.&quot; Poi riattacc\u00f2. Io misi gi\u00f9 e mi misi a piangere. In silenzio.<\/p>\n<p>Bruno Tassi Camos sal\u00ec <em>Peter Pan<\/em> nell\u2019aprile del 1988. Io la salii per quarto, dopo il Camos, dopo Andrea Gallo, dopo il Vito Amigoni. Dieci minuti dopo il Vito. Quello fu uno dei giorni pi\u00f9 belli della mia vita. Quanto al grado, la valutazione si \u00e8 alla fine stabilizzata sull\u20198a+.<\/p>\n<p>  di Emilio Previtali<\/p>\n<p>  <strong><em>MANOLO A COLERE<\/em><\/strong><em><br \/>\n  Sabato 4 luglio ore 21:00 a Colere &#8211; Presolana Cultural Forum<br \/>\n  Serata dedicata all&#8217;arrampicata in compagnia di Maurizio Zanolla, in arte Manolo<br \/>\n  Presenta la serata Emilio Previali<br \/>\nNel pomeriggio (solo in caso di condizioni meteo favorevoli) ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di arrampicare con Manolo in falesia Roby Piantoni, loc. Pian di Vione<\/em>. <\/p>\n<p><b>SCHEDA:<\/b> la falesia Cornalba<\/p>\n<p>Click Here: <a href='https:\/\/www.rwcstore.com\/afl.html' title='afl store'>afl store<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 4 luglio a Colere (BG) la serata con Maurizio Zanolla condotta da Emilio Previtali che spiegher\u00e0 perch\u00e9 dalle sue parti, a Cornalba e nel bergamasco, i gradi sono sempre stati strettissimi. 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